Pozze Smeraldine e Borgo Frassaneit

Siamo nel Parco delle Dolomiti Friulane, nella Val Tramontina, immersi in un luogo naturale e storico di enorme fascino: le pozze smeraldine del torrente Meduna caratterizzate da un color verde intenso e il suggestivo borgo abbandonato di Frassaneit.

Avvicinamento:

Dalla statale che collega Udine a Spilimbergo, arrivati a Sequals, si seguono le indicazioni per la val Tramontina in direzione di Meduno e poi di Tramonti. Arrivati a Tramonti di Sopra,  si procede per il centro del paese fino ad arrivare alla Chiesa Evangelica Valdese. Qui, sulla sinistra, si trovano le indicazioni per le Pozze Smeraldine. Si può continuare ancora per meno di 1 km con l’auto oltrepassando la località Pradiel fino a trovare il divieto di transito (quota 425m.).  Non ci sono molti parcheggi disponibili, per questo, eventualmente, si può lasciare l’auto già nel parcheggio davanti alla chiesa facendo un tratto in più a piedi.

Dislivello, tempo di percorrenza, punti di appoggio:

La camminata fino ai ruderi del borgo Frassaneit è lunga circa 5km. In totale, andata e ritorno, l’itinerario è dunque lungo  10 km con un dislivello di circa 500m considerando i vari saliscendi della passeggiata. Tempo di percorrenza totale, soste escluse, 3 ore e mezza.

Non sono presenti punti di ristoro durante il percorso.

Camminata adatta a:

Bambini che possono essere portati in marsupi/zaini o già camminanti (dai 4 anni in su). Percorso non adatto ai passeggini.

Stagione consigliata:

Il periodo ideale per questa passeggiata è la fine della primavera/inizio estate, ma si tratta di un percorso fattibile in tutte le stagioni, anche le più fresche, per le quote poco elevate.

Itinerario:

Lasciata l’auto dove c’è il divieto di transito, inizia questa suggestiva camminata alla scoperta di una delle perle della nostra regione, le pozze smeraldine, che fanno parte del Parco delle Dolomiti Friulane. Il tratto iniziale si sviluppa su strada asfaltata fino ad incontrare alcune tabelle indicative dove la strada diventa sterrata. In pochi minuti si scorgono già i primi scorci sul torrente Meduna che scorre più in basso; la carrareccia scende fino a raggiungere il greto del fiume dove si trovano dei cartelli che indicano la presenza di palestre di roccia. Ora si possono scorgere già le prime pozze verde smeraldo che caratterizzano questo tratto del Meduna: il loro colore così intenso è davvero unico e spettacolare! Una sosta per ammirare da vicino (e i più coraggiosi –  poco freddolosi – potranno anche fare un tuffo!) queste acque così limpide è d’obbligo. Dopodichè si abbandona il greto del fiume per seguire sulla destra il segnavia CAI 386 che ci porterà fino ai ruderi del Borgo di Frassaneit, meta finale di questa passeggiata. Con dei piccoli saliscendi il sentiero riprende quota e, oltrepassato il ponte sul rio che scende dalla Val di Fisar formando una bella cascata, percorre il tratto che offre le più belle visuali sul corso del Meduna. Enormi blocchi di roccia racchiudono il corso del torrente formando anse e laghetti di uno straordinario colore verde. Il sentiero continua a salire rasentando una parete rocciosa e rientrando nella boscaglia. Si cammina ora alti rispetto al torrente e , dopo aver superato una cappelletta e qualche ponticello un po’rovinato, si arriva alle prima case di Frassaneit di Sotto, denominato “la culla della Pitina” (quota 511m.). Superati i ruderi, in prossimità di un grosso macigno, si lascia a destra la prosecuzione del CAI 386 verso la Forca del Frascola e si prosegue dritti sul CAI 393 verso il Lago del Ciul fino a raggiungere in breve anche Frassaneit di Sopra (561m.).  Si tratta di un “borgo fantasma” molto suggestivo perché,  attraverso i resti delle case in rovina,  è possibile ancora immaginare la vita che scorreva fino all’immediato dopoguerra (gli ultimi abitanti abbandonarono il paese nel 1958). Vi vivevano circa 60 persone che scendevano nel sottostante paese di Tramonti di Sopra solo per fare la spesa. Negli anni ’50 i circa venti bambini del paese seguivano le lezioni in un’unica classe della scuola elementare che di recente è stata trasformata in un bivacco sempre aperto e dotato di letti e stufa.

Il rientro avviene lungo la stessa strada dell’andata.

 

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