Monte San Michele

Un monte dalle quattro cime, nel cuore del Carso isontino: la sua posizione strategica lo rese il luogo di combattimento di drammatiche battaglie durante la Prima Guerra Mondiale. Oggi, l’intera area delle Cime, è stata dichiarata zona monumentale dallo Stato italiano.

Avvicinamento:

Dopo avere oltrepassato Sagrado (Go), si procede  per San Martino del Carso e poi per San Michele. Si attraversa il paese tralasciando le inidicazioni per il Monte San Michele (raggiungibile anche in macchina su strada asfaltata), continuando invece fino a raggiungere la locanda “Devetak”. Poco più avanti, sulla destra, c’è lo spazio per lasciare la macchina.

Dislivello, tempo di percorrenza, punti di appoggio:

Percorso facile, alla portata di tutti: lunghezza complessiva a/r 5,7km (calcolando anche le varie deviazioni sulle 4 cime e la visita alla cannoniera). L’itinerario si sviluppa con continui saliscendi per un dislivello di circa 200m . Non ci sono ristori lungo la passeggiata, ma una sosta alla locanda “Devetak” – una volta rientrati alla macchina- può essere una buona idea per gustare qualche buon piatto in una trattoria tipica.

Camminata adatta a:

Bambini che possono essere portati in marsupi/zaini o già camminanti (dai 3-4 anni in su). Percorso non fattibile con passeggino.

Stagione consigliata:

Camminata perfetta sia per l’autunno, ammirando gli splendidi colori della vegetazione carsica,  sia per la primavera quando le fioriture sono al culmine e non fa ancora troppo caldo.

Itinerario:

Dopo aver parcheggiato l’auto, si prosegue per un brevissimo tratto sulla strada asfaltata finchè, a sinistra, si nota l’inizio di una forestale sterrata con divieto di transito, un’indicazione della “Strada Romea” e un piccolo cartello rovinato indicante il Monte San Michele. Da qui parte la nostra passeggiata che ci porterà a scoprire questa  piccola altura (quota massima 276m.) che fu teatro di sei sanguinose battaglie combattute tra Italiani e Austro-Ungarici durante la Prima Guerra Mondiale. La stradina sterrata (marcata con i segni bianchi-azzurri della Società Alpina Slovena) è delimitata inizialmente da dei bei muretti a secco, caratteristici di tutta la zona carsica. In breve, camminando sempre dritti e tralasciando alcune stradine secondarie, la strada si innesta sul sentiero CAI 73 (segni rossi-bianchi) che ci accompagnerà per tutto il percorso. Arrivati ad un bivio con cartello marrone indicante “Zona monumentale Monte San Michele”, si lascia la strada principale continuando a salire a destra. Successivamente, in prossimità di due cippi con una catena, si prosegue a sinistra dove, poco dopo si trova l’indicazione per “Cima 1”, la prima della 4 cime che caratterizzano questo monte: la si può raggiungere in pochi minuti lungo un sentierino. Troviamo un cippo in mezzo a una fitta vegetazione e un cartello esplicativo della storia delle 4 cime.

Tutte e quattro, infatti, furono sedi di cruenti battaglie e i vari cippi che si trovano lungo il percorso furono eretti a memoria delle truppe che qui hanno combattuto. Ridiscesi sul sentiero principale, in breve si trova l’indicazione per “Cima 2” (molto simile alla 1), si incontrano varie trincee e ricoveri fortificati da poter visitare (lo “Schonburgtunnel”), fino ad arrivare alla Cima 3, la più alta e vasta del Monte San Michele. Da qui si può ammirare un bellissimo panorama sia verso il mare, sia verso le Alpi Giulie e la pianura goriziana con l’Isonzo in primo piano. Per chi lo desiderasse, qui si trova anche il Museo del Monte San Michele che offre  la possibilità di visitare, muniti di appositi caschetti protettivi, le gallerie della cannoniera.

L’ultima delle quattro cimette è Cima 4, a pochi minuti dalla Cima 3. Da qui siamo rientrati alla macchina lungo lo stesso percorso dell’andata.

N.B. In questa zona combattè anche Giuseppe Ungaretti che vi ambientò diverse poesie come “San Martino” e “Sono una creatura” trasmettendo tutto l’orrore e l’insensatezza della guerra che si stava combattendo.

 

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