Bivacco Dario Mazzeni

Un bivacco suggestivo collocato su uno sperone di mughi nell’ alta Spragna al cospetto delle imponenti cime delle Alpi Giulie.

Avvicinamento:

Provenendo da Udine si esce dall’ autostrada a Valbruna-Malborghetto. Si seguono le indicazioni per il paese di Valbruna e poi si sale lungo la strada che porta in Val Saisera percorrendola fino in fondo. Arrivati nei pressi di Malga Saisera, si può lasciare l’auto nell’ ampio parcheggio P6 (quota 1004 m.).

Qui inizia l’ itinerario per il bivacco Mazzeni sul CAI 616 (cartello presente).

Dislivello, tempo di percorrenza, punti di appoggio:

La camminata è lunga a/r 11 km. con un dislivello di circa 680 m. Tempo di percorrenza in salita: 2 ore secondo le tabelle CAI, con i bambini calcolare mezz’ ora in più.

Non sono presenti punti di appoggio lungo il percorso.

Stagione consigliata:

Estate – inizio autunno

Camminata adatta a:

Escursione impegnativa per lunghezza, dislivello e presenza di un paio di passaggi con ausilio di scalette su roccia che richiedono concentrazione e conoscenza dell’ambiente alpino.

E’ quindi una camminata adatta a famiglie che hanno già esperienza in montagna (bimbi dai 7 anni in su).

Indispensabili adeguate calzature da trekking.

Itinerario:

Dal parcheggio P6 si segue la strada sterrata (divieto di transito) con segnavia CAI 616 che si snoda sul fondo della Val Saisera fino allo sbocco inferiore della Spragna.  Si cammina lungo un tratto della pista invernale di fondo che si abbandona poco prima del ponte sul Rio Saisera. 

A questo punto si imbocca il sentiero (indicazioni sempre presenti) che si inoltra nella Spragna percorrendo il bosco sulla sinistra orografica del torrente. La salita inzia a farsi sentire e, superata la prima strettoia della valle, si entra nella bassa Spragna e si raggiunge il bivio dal quale si stacca a destra il sentiero CAI 611 per il bivacco Stuparich. Noi procediamo invece sempre lungo il CAI 616.

 Il panorama si fa sempre più maestoso intorno a noi: le pareti imponenti del Piccolo e Grande Nabois ci accompagnano lungo tutta l’escursione e lo Jof Fuart si delinea in tutta la sua imponenza. 

Superata la fascia rocciosa nei pressi di una profonda gola, inzia la parte più impegnativa della camminata. Ci aspetta, infatti, un breve passaggio (non esposto) su una scaletta posizionata su delle rocce alla base di una cascata e successivamente bisogna prestare sempre attenzione al sentiero il cui fondo risulta un po’ friabile. Superata una seconda scaletta sulle rocce, ci attende l’ultimo tratto per arrivare al bivacco.  Si sale ancora  fino ad arrivare ad un bivio: seguendo le indicazioni CAI, in una decina di minuti si raggiunge il dosso ricoperto di mughi sul quale è collocato il bivacco (1630 m.).  Meta conquistata!

L’ambiente su cui sorge il bivacco è grandioso e severo: possiamo ammirare le maestose pareti delle cime che ci circondano (Piccolo e Grande Nabois,Jof Fuart, Jof di Miezegnot e Montasio)  e la Val Saisera sotto di noi.

Il bivacco è una struttura fissa costruita nel 1932 e poi ristrutturata nel 1971. Da allora non è più stato risistemato e appare infatti un po’ scrostato nella sua struttura esterna. Al suo interno dispone di 9 posti letto che al momento, però, a causa delle normative anti – Covid, non possono essere utilizzati.

Si rientra lungo lo stesso itinerario dell’andata.

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