Capanna Brunner

Una suggestiva escursione tra cascatelle, alberi rigogliosi e rocce che ci farà raggiungere, come nelle fiabe, la caratteristica Capanna Brunner, una piccola costruzione di legno immersa nel bosco.

Avvicinamento:

L’inizio del sentiero si può raggiungere o scendendo da Sella Nevea in direzione di Cave del Predil, oppure da Tarvisio risalendo la Valle del Rio del Lago fino a poco oltre il lago del Predil.

 La partenza della camminata non è facilissima da individuare perché il sentiero CAI 625 (cartelli presenti) inizia sulla strada in corrispondenza di una curva in prossimità del ponte sul torrente Rio Bianco nella Valle del Rio del Lago.

 Bisogna lasciare l’auto su uno dei piccoli spiazzi lungo la strada.

Dislivello, tempo di percorrenza, punti di appoggio:

La camminata ha una lunghezza complessiva (a/r) di circa 4,5 km. Tempo di percorrenza in salita: 1 ora e 1/4. Dislivello: circa 440 m.

Non sono presenti punti di appoggio lungo il percorso.

Camminata adatta a:

Escursione abbastanza facile per dislivello e durata, ma che richiede comunque un minimo di allenamento, dimestichezza con l’ambiente montano e adeguate calzature da trekking.

 Adatta a bambini che camminano dai 5/6 anni in su o che possono essere portati in zaini e fasce.

Non è possibile effettuare la camminata con passeggino perché si cammina sempre su sentiero.

Stagione consigliata:

Tarda primavera, estate e autunno

Itinerario:

Alla partenza si trova un cartello con le indicazioni del sentiero CAI 625 per la Capanna Brunner, denominata “rifugio” benchè non lo sia in senso stretto in quanto non gestito. Si tratta di una bellissima costruzione di legno recentemente ristrutturata, collocata a 1432 m. nel tratto intermedio della Valle del Rio Bianco.

 Il sentiero che porta alla Capanna è estremamente vario sia per la conformazione del terreno, sia paesaggisticamente e per questo è molto piacevole e mai noioso. Inizialmente si snoda in un magnifico bosco di faggi costeggiando il Rio Bianco con le sue splendide pozze di acqua limpida e suggestive cascate.

Si risale il vallone del Rio Bianco lungo la sinistra orografica del torrente con qualche breve e facile passaggio (mai esposto) tra le rocce. A circa metà vallone il bosco si dirada facendoci scorgere le belle cime che ci circondano, prima tra tutte il Pan di Zucchero di fronte a noi. A questo punto si attraversa senza difficoltà il greto del torrente ritrovandosi in una rigogliosa faggeta e dopo un paio di tornanti in mezzo al bosco si scorge il tetto della Capanna ormai “conquistata” dopo circa un’ora di cammino.

 Attualmente la struttura (che dispone di 10 posti letto) non è aperta, ma rivolgendosi alla Sezione Monte Lussari del CAI di Tarvisio è possibile avere la chiavi di accesso per pernottarvi.

Si rientra lungo lo stesso itinerario dell’andata.

La storia della Capanna è molto interessante: costruita nel 1900, è nota come “Capanna del Re”, la capanna di caccia del Re di Sassonia, utilizzata durante la prima guerra mondiale come sede di comando austriaca. Alla fine della guerra passò sotto il demanio italiano e dopo varie vicissitudini e atti di vandalismo, fu abbandonata negli anni ’80. Solo nel 2010, grazie all’interessamento del CAI di Tarvisio e al contributo di altri enti regionali, si fece una ristrutturazione radicale così come si presenta oggi.

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