Vecchia strada della Valcellina

Un percorso affascinante in una delle più suggestive Riserve Naturali del Friuli Venezia Giulia , quella della forra torrente Cellina che ha scavato un profondo canion. La vecchia strada della Valcellina è stata aperta nel 1906 per esigenze legate alla costruzione dei primi impianti idroelettrici, collegando Montereale Valcellina alla località Molassa, la pianura alla valle. È stata dismessa nel 1992, dopo la costruzione di una strada più funzionale rispetto alla moderna urbanizzazione e soprattutto più sicura.

Avvicinamento: la vecchia strada part dal lago di Barcis in provincia di Pordenone

Camminata adatta a : bambini che caminano anche piccoli, oppure portati nel marsupio o bambini nel passeggino purchè indossino il caschetto. Per tale motivo per bambini troppo piccoli l’accesso è da verificare con il personale della biglietteria. La strada è lunga 10 km ma i km trasformati in percorso ciclopedonale sono poco più di 2 per un totale di 4 km andata e ritorno.E’ in programma una progressiva riapertura della strada che deve prima essere messa in sicurezza per il considerevole rischio di caduta massi.  Il tratto percorribile è aperto solo in determinati periodi dell’anno, con l’obbligo di caschetto sulla testa (che viene fornito in loco oppure si può portare da casa) e dietro pagamento di 3 euro a persona. E’ completamente asfaltato. Le informazioni su orari e periodi di apertura sono reperibili sul sito http://www.parcodolomitifriulane.it. Il dislivello è minimo e il percorso può essere effettuato anche in bici. Per più pigri c’è un trenino.

Descrizione: dalla località ponte Antoi sul lago di Barcis prende avvio il percorso , in corrispondenza di una galleria appena dopo la biglietteria. Superata la galleria ci si immerge in un ambiente fatto di roccia erosa dall’acqua, gole profonde, tratti di galleria scavati nella roccia, di acqua cristallina che scorre. E’ incredibile ciò che la forza e la potenza dell’acqua può creare!A metà percorso c’è un ponte Tibetano (pagamento a parte) che i più intrepidi potranno percorrere  con la sensazione di vuoto sotto i piedi (ma ovviamente c’è l’imbrago).

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