Da Vuezzis a Givigliana

Piacevole camminata  in val Degano, alla scoperta delle frazioni di Rigolato, fino a giungere a Givigliana, borgo caratteristico per il suo particolare campanile. E la vista e la pace che si godono da lassù valgono la fatica di raggiungerla a piedi anziché in auto

Noi siamo partiti dall’ abitato di Vuezzis che si raggiunge da Rigolato in un paio di km di auto seguendo le indicazioni presenti sulla destra prima della piazza, arrivando da Udine. Chi vuole allungare l’escursione di una mezz’ora può anche partire da Gracco, altra frazione di Rigolato. Si parte da 900 metri e si arriva a 1124 m, dislivello totale 250 m circa. Tempo di Percorrenza: 40 minuti. Percorso su strada asfaltata fino a Stalis, poi si segue il sentiero CAI 162 fino a Givigliana. No passeggino

Punti di appoggio: Bar ristorante Pura follia a Givigliana, sorge all’interno della vecchia latteria. Locale curato ed accogliente, ambiente familiare e.. si mangia benissimo! Aperto solo in inverno però (la proprietaria durante la stagione estiva gestisce il rifugio Marinelli)

Descrizione: parcheggiata l’ auto a Vuezzis frazione di Rigolato che gode di una posizione dominante e soleggiata ci si incammina a piedi su strada asfaltata raggiungendo in pochi minuti Stalis, piccolo borgo abitato solo in estate che presenta case decorate con bellissimi murales. Qui la strada termina e prosegue dopo un lavatoio con il sentiero 162. Il sentiero ha un fondo ad acciottolato, è sempre ben segnato ed è spesso delimitato da muretti a secco. Si raggiungono gli stavoli sopra l’abitato e si prosegue sul sentiero che si fa progressivamente meno pendente . Sulla sinistra tra gli alberi del bosco si intravede Givigliana con il suo bellissimo campanile che sembra un faro sulla vallata. In breve si raggiunge il paese meta della gita. Givigliana attualmente conta 9 abitanti fissi. Qui si gode oltre a un bellissimo panorama, un silenzio che regala serenità . Sulla piazza si staglia il campanile interamente decorato con gli abitanti di un tempo , falegnami, boscaioli, cramars (venditori ambulanti) e le donne carniche con la loro inseparabile gerla. Per il ritorno si segue a ritroso il percorso dell’andata

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